Regolamento di funzionamento degli organi collegiali 

Art. 1 – Organi collegiali dell’Istituto

Gli organi collegiali operanti nell’Istituto “Mattei” sono quelli previsti dal D.L.vo n. 297/1994: Consiglio di Istituto e Giunta Esecutiva, Collegio dei Docenti, Consigli di Classe, Comitato per la valutazione del servizio dei docenti, Assemblee studentesche e Comitati studenteschi, Assemblee dei genitori e Comitato dei genitori.

Ad essi si aggiungono organismi collegiali espressamente previsti da altre norme di legge: Rappresentanze Sindacali Unitarie e Assemblea del Personale A.T.A.

 

Art. 2 – Funzionamento degli organi collegiali (modificato dal Consiglio di Istituto  in data 20/02/2003)

a)          convocazione:

-          - è disposta dal presidente (se esso è impedito o assente è effettuata dal vicepresidente o dal membro più anziano, con riferimento all’età anagrafica)

-          - l’avviso di convocazione deve essere recapitato ai membri del collegio entro un termine congruo (almeno cinque giorni) prima della riunione, per consentire a tutti gli aventi diritto di intervenire preparandosi alla discussione; nei casi di urgenza, di cui va fatta espressa menzione nell’avviso, si può derogare al normale termine, ma in ogni caso tra avviso e convocazione non devono trascorrere meno di 24 ore

-          - nell’avviso di convocazione deve essere scritto in modo chiaro, succinto e preciso l’ordine del giorno, nel quale sono specificati gli argomenti da trattare nel corso della seduta; solo se i membri dell’organo collegiale sono tutti presenti e sono d’accordo all’unanimità possono essere apportate modifiche agli argomenti previsti nell’ordine del giorno ed essere introdotti nella discussione problemi non previsti nell’ordine del giorno; inoltre l’organo collegiale, con votazione a maggioranza semplice, ha la facoltà di modificare l’ordine di precedenza dei vari argomenti

b)          svolgimento della seduta:

-          - per la validità dell’adunanza del Collegio dei Docenti, del Consiglio di Istituto e della Giunta Esecutiva è richiesta la presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica (“quorum strutturale”); ai fini della validità dell’adunanza si debbono, quindi, detrarre dal numero originario i membri del collegio che si allontanano nel corso di svolgimento della riunione; l’accertamento del “quorum strutturale” può essere compiuto in qualsiasi momento della seduta dal segretario o dal presidente, su sua iniziativa o anche su richiesta di un solo componente del collegio; se il “quorum strutturale” risulta insufficiente l’adunanza deve essere sciolta

-          - il Consiglio di Istituto, in attesa dell’insediamento dei nuovi eletti, può funzionare anche se privo di alcuni membri cessati per perdita dei requisiti purché quelli in carica non siano inferiori a tre

-          per la validità delle adunanze del Consiglio di Classe si fa riferimento alle competenze esercitate nelle sedute:

-          per le sedute a cui partecipano oltre ai docenti anche i rappresentanti dei genitori e degli studenti è richiesta la metà più uno dei componenti

-          - per le sedute a cui partecipano solo i docenti per esercitare le competenze di valutazione periodica e finale degli alunni nonché quelle di carattere disciplinare è richiesta la presenza della totalità dei docenti (“quorum integrale”)

-          - alle riunioni degli organi collegiali non è ammessa la presenza del pubblico mentre è ammessa la presenza di esperti intervenuti a diverso titolo nelle attività didattiche; la presenza di questi ultimi, però, deve essere limitata al periodo necessario ad esprimere il proprio parere, mentre la discussione tra i componenti dell’organo e la successiva votazione devono avvenire senza la presenza di persone estranee alla regolare composizione del collegio

-          - alle riunioni del Consiglio di Istituto è ammessa la presenza degli elettori delle componenti rappresentate, in relazione alla capienza ed idoneità dei locali disponibili nonché all’ordinato svolgimento delle adunanze

-          nel caso si manifesti una ragione impeditiva a far proseguire ulteriormente la seduta il presidente, nell’esercizio del suo potere ordinatorio, può dichiarare sciolta la seduta; in tale caso, essendo terminata la riunione, i membri dell’organo collegiale pur presenti non possono adottare più alcuna deliberazione

-          - la sospensione dei lavori momentanea o il loro definitivo aggiornamento possono essere, inoltre, decisi dal presidente anche su richiesta della maggioranza dei membri presenti; in questo caso il presidente fissa contestualmente la data della ripresa dei lavori medesimi, per la quale non è prescritto un nuovo avviso di convocazione soltanto nel caso in cui tutti i membri dell’organo siano presenti alla seduta

c)          discussione:

-          - il dibattito sui singoli argomenti, al quale hanno diritto di prendere parte attiva tutti i membri dell’organo collegiale, a prescindere dalla componente che essi rappresentano e dal rapporto eventuale di subordinazione gerarchica che all’interno degli organi scolastici elettivi non rileva, inizia dopo una breve relazione introduttiva del presidente o di un consigliere

-          - il presidente dirige il dibattito e concede o toglie la parola nei casi e nei modi previsti

-          - nel corso del dibattito possono essere sollevate:

-                    - mozioni pregiudiziali, per non far discutere un argomento se non è posto all’ordine del giorno

-                    - mozioni di sospensione, per ottenere eventuali rinvii della discussione su singoli argomenti compresi nell’ordine del giorno

-                   - mozioni d’ordine, per ricondurre la discussione sugli argomenti da esaminare o per sollecitare il rispetto del regolamento o della priorità di una votazione

-          - quando la discussione si è esaurientemente svolta e nessun consigliere chiede più di parlare, il presidente dichiara chiuso il dibattito e indice la eventuale votazione

-          - dopo l’esecuzione di tutti i punti all’ordine del giorno e dopo le votazioni, il presidente toglie la seduta

d)          votazione:

-          - il “quorum strutturale” deve esistere non solo all’inizio della seduta, ma anche al momento della votazione

-          le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi (“quorum funzionale”)

-          - sono irrilevanti i comportamenti di coloro che, pur essendo presenti e concorrendo quindi a formare la validità della seduta, con la dichiarazione di astensione non hanno espresso alcun voto

-          - analogamente sono irrilevanti ai fini della determinazione del risultato della votazione i voti nulli e le schede bianche in quanto entrambi non sono voti validamente espressi

-          - in caso di parità prevale il gruppo che ha presentato la mozione votata dal presidente; qualora la votazione sia avvenuta a scrutinio segreto, in caso di parità di voti dopo lo scrutinio delle schede, il presidente deve essere chiamato ad esprimersi palesemente

-          - le votazioni possono essere “palesi” (acclamazione, appello nominale o alzata di mano) o “segrete” (mediante schede); la votazione è segreta solo quando si faccia questione di persone

-          - la votazione è “tacita” qualora i membri del collegio, invitati dal presidente, dopo la proposta del relatore e dopo la discussione preliminare, ad intervenire nel dibattito per esprimere il loro eventuale dissenso, si astengano dall’accedere a tale invito rimanendo silenti, cosicché il silenzio in tal caso ha valore giuridico di assenso e la proposta si intende approvata all’unanimità; la richiesta, anche di un solo componente, per la votazione espressa, fa venire meno la votazione tacita

-          - alla chiusura della votazione il presidente procede immediatamente alle operazioni di scrutinio ed alla proclamazione del risultato

e)          verbalizzazione:

-          - il segretario dell’organo collegiale redige il “processo verbale” che serve a documentare la manifestazione di volontà dell’organo collegiale e deve, quindi, indicare il luogo, la data, il nome degli intervenuti e degli assenti e deve riprodurre le fasi salienti della discussione ed i risultati delle votazioni; possono pertanto essere omessi quei particolari, aventi carattere di chiarificazione, la cui mancanza non alteri l’effettiva portata dei singoli interventi

-          - ognuno dei componenti il collegio ha il diritto di far constatare il suo voto ed i motivi che lo hanno determinato, nonché di far constatare il suo motivato dissenso dalla deliberazione adottata, anche al fine di andare esente da responsabilità che possa eventualmente derivare dalla deliberazione; tale facoltà non trova limiti neanche nell’ipotesi in cui si debba votare a scrutinio segreto

-          - il verbale può essere redatto anche in un secondo momento rispetto a quello della seduta cui si riferisce, ma non al di là della data della successiva adunanza del collegio, perché quest’ultimo dovrà procedere all’approvazione del verbale della seduta precedente

-          - i verbali degli organi collegiali devono essere sottoscritti solo dal presidente e dal segretario

-          - il verbale è l’unico mezzo di conoscenza esterna delle deliberazioni ed esso è atto pubblico e fa fede fino ad impugnativa di falso sollevata davanti all’autorità giudiziaria ordinaria

-         - chiunque può ottenere, a proprie spese, dalla segreteria dell'Istituto, copia delle deliberazioni; non sono soggette a duplicazione le deliberazioni concernenti le singole persone, salvo esplicita richiesta scritta dell'interessato; il costo delle fotocopie è fissato a norma di legge.

 

Art. 3 – Consigli di Classe

Le caratteristiche e le funzioni del Consiglio di Classe sono indicate nell’art. 5 del D. L.vo 297/1994. Il Consiglio di Classe è composto dai docenti della classe, compresi gli insegnanti di sostegno e gli insegnanti tecnico pratici addetti alle esercitazioni di laboratorio che coadiuvano i docenti delle corrispondenti materie tecniche e scientifiche, da due rappresentanti eletti dai genitori degli alunni iscritti e da due rappresentanti degli studenti, eletti dagli alunni della classe.

Le competenze relative alla valutazione periodica e finale degli alunni e quelle relative alla realizzazione del coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari spettano al Consiglio di Classe con la sola presenza dei docenti. In sede di scrutinio il Consiglio di Classe, con la sola presenza della componente docente, delibera validamente soltanto se costituito in collegio perfetto. Non sono consentite le astensioni e le modalità di votazione sono quelle stabilite dalla normativa vigente. Per quanto concerne le discipline tecniche e scientifiche le proposte di voto per le valutazioni periodiche e finali sono formulate dai rispettivi docenti dopo aver sentito gli insegnanti tecnico pratici.

I Consigli di Classe sono presieduti dal Dirigente Scolastico oppure da un docente, membro del Consiglio, da lui delegato (generalmente il Docente coordinatore di classe designato all’inizio dell’anno scolastico). Le funzioni di segretario del Consiglio sono attribuite dal Dirigente Scolastico a uno dei docenti membri del Consiglio stesso.

Il Consiglio di Classe si riunisce in ore non coincidenti con l’orario delle lezioni, con il compito di formulare al Collegio dei Docenti proposte in ordine all’azione educativa e didattica e ad iniziative di sperimentazione e con quello di agevolare ed estendere i rapporti reciproci tra docenti, genitori e alunni. In particolare, esercita le competenze in materia di programmazione, valutazione e sperimentazione previste dal D.L.vo n. 297/1994, esprime il proprio parere sulle proposte di adozione dei libri di testo e sulle iniziative in ordine ai viaggi scolastici ed alle attività extracurricolari e si pronuncia su ogni altro argomento attribuito dalle leggi e dai regolamenti alla sua competenza. Rientrano nelle competenze del Consiglio di Classe anche alcuni tipi di provvedimenti disciplinari. Contro le decisioni in materia disciplinare del Consiglio di Classe è ammesso ricorso al Centro Servizi Amministrativi, che decide in via definitiva.

Il Consiglio di Classe è convocato dal Dirigente Scolastico o di propria iniziativa o su richiesta scritta e motivata di almeno 1/3 dei suoi membri. In tal caso la convocazione deve avvenire entro dieci giorni dalla richiesta. La convocazione del Consiglio di Classe è disposta con almeno cinque giorni di anticipo sulla data della riunione, salvo casi di estrema urgenza.

In attesa dei rinnovi annuali restano in carica i rappresentanti dei genitori e degli studenti eletti nell’anno scolastico precedente.

 

Art. 4 – Collegio dei Docenti

La composizione, le funzioni, le attribuzioni e le competenze dei Collegi dei Docenti sono stabilite dall’art. 7 del D.L.vo 297/1994. Nell’Istituto d’Istruzione Superiore Enrico Mattei”, costituito da quattro istituti di istruzione secondaria superiore di diverso ordine e tipo aggregati in sede di attuazione della razionalizzazione scolastica, ciascuno di tali istituti mantiene un proprio Collegio dei Docenti. I quattro Collegi dei Docenti, qualora si debbano trattare argomenti di interesse comune, possono essere convocati in seduta congiunta con lo stesso ordine del giorno e deliberano congiuntamente.

I Collegi dei Docenti sono composti da tutti i docenti a tempo indeterminato e determinato - anche temporanei - in servizio nell’Istituto, dagli insegnanti di religione, dagli insegnanti di sostegno e dagli insegnanti tecnico pratici addetti alle esercitazioni di laboratorio. I docenti in servizio in più istituti appartengono al Collegio dei Docenti di tutti gli istituti in cui prestano servizio.

Il Collegio dei Docenti è presieduto dal Dirigente Scolastico, il quale partecipa alle riunioni nelle quali il Collegio procede all’elezione del Comitato per la valutazione del servizio, ma senza diritto di voto. Le funzioni di Segretario del Collegio vengono attribuite dal Dirigente Scolastico ad uno dei suoi Collaboratori.

Il Collegio dei Docenti:

a)       - ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico dell’Istituto; in particolare delibera il Piano dell’Offerta Formativa e cura la programmazione dell’azione educativa anche al fine di adeguare, nell’ambito degli ordinamenti della scuola stabiliti dallo Stato, i programmi di insegnamento alle specifiche esigenze ambientali e di favorire il coordinamento interdisciplinare, nel rispetto della libertà d’insegnamento garantita a ciascun docente

b)       - formula proposte al Dirigente Scolastico per la formazione, la composizione delle classi e l’assegnazione ad esse dei docenti, per la formulazione dell’orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal Consiglio di Istituto

c)       - delibera, ai fini della valutazione degli alunni e unitamente per tutte le classi, la suddivisione dell’anno scolastico in due o tre periodi e, in caso di opzione per due quadrimestri, le modalità di attuazione di verifiche intermedie e di tempestiva comunicazione dei risultati alle famiglie

d)       - valuta periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività didattica

e)       - provvede all’adozione dei libri di testo, sentiti i Consigli di Classe, ed alla scelta dei sussidi didattici nei limiti delle disponibilità finanziarie indicate dal Consiglio di Istituto

f)        - adotta e promuove, nell’ambito delle proprie specifiche competenze, iniziative di sperimentazione in conformità degli articoli 276 e sgg. del D.L.vo n. 297/1994

g)      -  promuove iniziative di aggiornamento ed elabora progetti annuali per la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti

h)       - elegge i propri rappresentanti nel Consiglio di Istituto

i)         - elegge nel proprio seno i docenti che fanno parte del Comitato per la valutazione del servizio del personale docente

j)         - designa, tra gli insegnanti in servizio nella Scuola, i docenti referenti per le varie attività ed iniziative contemplate dal Piano dell’Offerta Formativa

k)       - programma ed attua le iniziative per il sostegno degli alunni portatori di handicap

l)         - elabora progetti tendenti a favorire la continuità tra scuola media e scuola superiore, l’accoglienza e l’allineamento dei neoiscritti, l’orientamento degli studenti e la valorizzazione delle loro potenzialità mediante attività di approfondimento e di arricchimento culturale e iniziative innovative concordate con il comitato studentesco

m)      - esamina i casi di scarso profitto o di irregolare comportamento degli alunni e stabilisce i criteri per l’attuazione di interventi didattico-educativi integrativi atti a contrastare il fenomeno della dispersione scolastica

n)       - esprime parere al Dirigente Scolastico in ordine alla sospensione dal servizio ed alla sospensione cautelare del personale docente quando ricorrano ragioni di particolare urgenza ai sensi degli artt. 468 e 506 del T.U.

o)       - esprime parere, per gli aspetti didattici, in ordine alle iniziative dirette alla educazione alla salute e alla prevenzione delle tossicodipendenze previste dall’art. 106 del D.P.R. 9.10.1990, n° 309

p)       - si pronuncia su ogni altro argomento attribuito dal D.L.vo 297/1994, dalle leggi e dai regolamenti alla sua competenza.

Il Collegio dei Docenti, nell’adottare le proprie deliberazioni, tiene conto delle eventuali proposte e dei pareri dei Consigli di Classe.

Il Collegio dei Docenti si insedia all’inizio di ciascun anno scolastico e - di concerto con il Dirigente Scolastico - predispone tempestivamente il calendario delle proprie riunioni, da inserire nel Piano annuale delle attività. Si riunisce, in ore non coincidenti con l’orario delle lezioni, almeno una volta per quadrimestre. Il Dirigente Scolastico lo convoca di propria iniziativa, qualora ne ravvisi la necessità, o su richiesta scritta di almeno un terzo dei suoi componenti. In tal caso la convocazione deve avvenire entro dieci giorni dalla richiesta.

I Collegi dei Docenti possono articolarsi in dipartimenti, commissioni o gruppi di lavoro, individuandone i coordinatori sulla base delle competenze richieste.

 

Art. 5 – Consiglio di Istituto (modificato dal Consiglio di Istituto  in data 20/02/2003)

Presso l’Istituto d’Istruzione Superiore “Enrico Mattei” è costituito un solo Consiglio di Istituto, all’elezione del quale partecipano le componenti delle quattro scuole  aggregate, con liste comuni di candidati.

a)       composizione

Il Consiglio di Istituto è composto dal Dirigente Scolastico, da 4 rappresentanti dei genitori, da 4 rappresentanti degli studenti, da 8 rappresentanti dei docenti e da 2 rappresentanti del personale A.T.A.

Per quanto concerne sia la procedura relativa alle elezioni degli organi collegiali a livello d’Istituto sia le dimissioni, la decadenza e le surrogazioni, si fa riferimento alla O.M. 215 del 15/07/1991.

b)       prima riunione

La prima riunione del Consiglio, dopo la sua elezione, è convocata dal Dirigente Scolastico, che la presiede fino all’elezione del Presidente. Prima di tale elezione non può essere adottata alcuna deliberazione.

Il Consiglio elegge nel suo seno, fra i rappresentanti dei genitori, il proprio Presidente e il Vicepresidente. L'elezione ha luogo a scrutinio segreto, a maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio. Se non si raggiunge detta maggioranza nella prima votazione, nella votazione successiva è sufficiente la maggioranza relativa dei votanti. Sono candidati tutti i genitori membri del Consiglio. Per la validità della seduta è necessaria la presenza dei 2/3 dei componenti il Consiglio. Qualora nella prima seduta non fossero presenti i 2/3 dei Consiglieri, si procederà alla convocazione di una nuova seduta, per la cui validità sarà sufficiente la presenza della metà più uno dei componenti il Consiglio. Anche in questa seconda seduta le modalità di votazione sono eguali a quelle previste per la prima seduta. Per la validità delle votazioni gli eventuali astenuti saranno ritenuti assenti e non conteggiati al fine del computo della maggioranza. Qualora, per qualsiasi causa, non sia presente nel Consiglio di Istituto la rappresentanza dei genitori, il Consiglio è presieduto dal consigliere più anziano d’età.

Nella prima riunione, dopo l'elezione del Presidente e del Vicepresidente, il Consiglio provvede alla elezione dei membri della Giunta Esecutiva, per scrutinio segreto. A tal fine si faranno tante votazioni quanti sono i membri da eleggere.

c)       Presidente e Vicepresidente

Il Presidente rappresenta il Consiglio d’Istituto nella sua collegialità, ne tutela i diritti in tutte le sedi idonee interne ed esterne alla scuola. Ha libero accessi nelle sedi scolastiche durante il normale orario di servizio, con assoluta esclusione di poter interferire sulla funzione docente, e ha diritto ad un locale apposito per l'espletamento delle sue funzioni.

Il Vicepresidente coadiuva il Presidente, lo sostituisce in caso di assenza o di impedimento o di delega dello stesso. Il Vicepresidente deve avere la fiducia dei componenti il Consiglio. La fiducia può essere revocata mediante mozione firmata da 1/3 dei componenti il Consiglio e dovrà essere discussa e votata (con votazione segreta) all'inizio della seduta successiva. Per la revoca della fiducia occorre che la mozione venga approvata dalla maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio.

d)       funzioni

Il Consiglio di Istituto è l’organo deliberante e proponente della Scuola  che:

-          - elabora e adotta gli indirizzi generali dell’Istituto

-          - determina le forme di autofinanziamento

-          - delibera il bilancio preventivo ed il conto consuntivo

-          - predispone il piano di fattibilità per l’utilizzo del fondo d’Istituto

-          - delibera il progetto d’Istituto per gli aspetti finanziari ed organizzativi generali

-          - dispone in ordine all’impiego dei mezzi finanziari per quanto concerne il funzionamento amministrativo e didattico dell’Istituto

-          - adotta la Carta dei Servizi scolastici dopo aver acquisito il parere del Collegio dei Docenti, vincolante per gli aspetti pedagogico-didattici

-          - indica i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all’assegnazione ad esse dei singoli docenti, all’adattamento dell’orario delle lezioni e delle altre attività scolastiche alle condizioni ambientali e al coordinamento organizzativo dei consigli di classe

-          - esprime parere sull’andamento generale, didattico ed amministrativo dell’Istituto e stabilisce i criteri per l’espletamento dei servizi amministrativi

-          - esercita le funzioni previste dal D.L.vo n. 297/1994 in materia di sperimentazione ed aggiornamento e le competenze attribuitegli dalla normativa vigente in materia di uso delle attrezzature e degli edifici scolastici

-          - delibera, sentito per gli aspetti didattici il Collegio dei Docenti, le iniziative dirette all’educazione alla salute e alla prevenzione delle tossicodipendenze

-          - si pronuncia su ogni altro argomento attribuito alla sua competenza dal D.L.vo n. 297/1994, dalle leggi e dai regolamenti.

I Consiglieri, per l'espletamento delle loro funzioni, hanno libero accesso alle sedi scolastiche durante il normale orario di servizio.

e)       riunioni

Il Consiglio d’Istituto si riunisce in seduta ordinaria due volte nel corso dell'anno scolastico. La convocazione è disposta dal Presidente con lettera raccomandata o raccomandata a mano, diretta ai singoli membri, e mediante affissione di apposito avviso all'albo della scuola, nelle varie sedi, almeno cinque giorni prima. La lettera di convocazione e l'avviso all'albo devono indicare gli argomenti all'ordine del giorno, nonché, per ognuno di essi, il nome del relatore se diverso dal Presidente. L'eventuale documentazione relativa, approntata dai proponenti o dalla Giunta Esecutiva, dovrà essere depositata a disposizione dei Consiglieri, presso la segreteria dell’Istituto, almeno cinque giorni prima della data della riunione. Il Presidente può disporre di propria iniziativa riunioni straordinarie del Consiglio d’Istituto. Riunioni straordinarie possono inoltre essere richieste per iscritto al Presidente soltanto dal Dirigente Scolastico, dalla Giunta Esecutiva, da almeno 1/3 dei Consiglieri, dal Collegio dei Docenti, dall'Assemblea del Personale A.T.A., dall'Assemblea dei Genitori o dall'Assemblea degli Studenti.

La richiesta deve contenere l'indicazione dell'ordine del giorno. Le richieste provenienti dagli organi collegiali devono risultare da mozioni approvate dalla maggioranza delle relative assemblee regolarmente costituite.

Ricevuta la richiesta, il Presidente deve convocare, entro il termine di 10 giorni dalla presentazione della richiesta stessa, il Consiglio. Qualora il Presidente sia impedito o assente, vi provvede il Vicepresidente. Per le riunioni in caso di urgenza il termine è ridotto a 3 giorni. L'avviso di convocazione deve contenere l'indicazione dell'ordine del giorno ed essere affisso all'albo delle varie sedi. L'eventuale documentazione relativa dovrà essere a disposizione dei Consiglieri, presso la Segreteria dell’Istituto, almeno 24 ore prima della data della riunione.

L'ordine del giorno della convocazione è redatto dal Presidente sentito il Presidente della Giunta Esecutiva. Possono chiedere l'inserimento di argomenti all'Ordine del Giorno il Dirigente Scolastico, la Giunta Esecutiva, almeno 1/3 dei Consiglieri, il Collegio dei Docenti, l'Assemblea del Personale A.T.A., l'Assemblea dei Genitori e l'Assemblea degli Studenti.

Le funzioni del Segretario sono affidate dal Presidente a un membro del Consiglio di Istituto. In caso di impedimento del Segretario, chi presiede la seduta nomina colui che lo deve sostituire.

Il testo delle deliberazioni del Consiglio di Istituto deve essere formulato, per iscritto, dal Presidente o dal Consigliere proponente, prima di essere posto in votazione. Il testo integrale delle deliberazioni proposte e l'esito della votazione viene sottoscritto dal Presidente e dal Segretario e da questi pubblicato all'albo dell’Istituto nelle varie sedi. La pubblicazione deve avvenire entro 8 giorni a partire dal giorno successivo alla seduta e deve rimanere esposta per un periodo di almeno 7 giorni. Non sono soggette a pubblicazione le deliberazioni concernenti le singole persone, salvo contraria richiesta scritta dell'interessato.

Le riunioni del Consiglio di Istituto non sono normalmente aperte al pubblico. Il Consiglio tuttavia, allo scopo di garantire la più ampia partecipazione alla gestione della Scuola, può deliberare di sentire il parere delle varie componenti degli organismi scolastici. Può altresì invitare a titolo consultivo alle sue riunioni, a seguito di delibera, gli specialisti che operano in modo continuativo nell’Istituto, nonché esperti e rappresentanti degli Enti Locali, del mondo del lavoro e delle associazioni culturali e del volontariato, per la trattazione di temi che richiedano il confronto con soggetti diversi e particolari forme di consulenza.

Il Consiglio può costituire commissioni di studio, anche a carattere permanente, per materie particolari o gruppi di materie. La composizione delle commissioni deve rispecchiare, per quanto possibile, le componenti del Consiglio. Alle commissioni non possono essere delegati poteri deliberanti. Il Consiglio, nell'affidare compiti alle commissioni, indicherà anche il termine per la presentazione delle relazioni. Le commissioni eleggono, nel proprio seno, un Presidente che sia membro del Consiglio.

Qualora la riunione del Consiglio di Istituto si protragga per oltre tre ore senza che sia stata esaurita la trattazione delle questioni all'ordine del giorno, il Presidente, sentiti i Consiglieri, può aggiornare la seduta entro 8 giorni senza necessità di convocazione per i presenti.

 

Art. 6 – Giunta Esecutiva

Il Consiglio di Istituto elegge nel suo seno una Giunta Esecutiva, composta dal Dirigente Scolastico (che la presiede), dal Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi (che assume le funzioni di segretario), da un rappresentante dei docenti, da un rappresentante del personale A.T.A., da un rappresentante dei genitori e da un rappresentante degli studenti.

La Giunta Esecutiva prepara i lavori del Consiglio (fermo restando il diritto di iniziativa del Consiglio stesso), cura l’esecuzione delle relative delibere ed ha competenza - su proposta del rispettivo Consiglio di classe - per i provvedimenti disciplinari a carico degli alunni. Il Consiglio non può delegare alla Giunta Esecutiva i propri poteri, nemmeno in caso di urgenza.

La Giunta Esecutiva è convocata dal Presidente di sua iniziativa, o su richiesta del Presidente del Consiglio di Istituto, ovvero su richiesta di 1/3 dei componenti in carica. La convocazione deve avvenire entro dieci giorni dalla richiesta.

Le deliberazioni della Giunta Esecutiva sono valide quando siano adottate a maggioranza dei presenti. Per la validità delle votazioni gli eventuali astenuti saranno ritenuti assenti e non conteggiati ai fini del computo della maggioranza. In caso di parità, la votazione è ripetuta. In caso di nuova parità, la delibera va considerata approvata se sull'argomento dovrà decidere il Consiglio di Istituto. In caso contrario, la proposta di delibera dovrà considerarsi respinta.

Il testo conclusivo delle singole deliberazioni della Giunta Esecutiva va pubblicato all'albo dell’Istituto e delle sue succursali a cura del Segretario, che lo controfirma insieme al Presidente. La pubblicazione deve avvenire entro 5 giorni a partire da quello successivo alla seduta e deve rimanere esposta per un periodo di almeno 7 giorni. Non sono soggette a pubblicazione le deliberazioni concernenti le singole persone, salvo esplicita richiesta scritta del diretto interessato.

La Giunta Esecutiva può decidere di costituire nel proprio seno commissioni di lavoro. Tali commissioni non hanno potere decisionale e svolgono la loro attività secondo le direttive e le modalità stabilite dalla Giunta Esecutiva.

 

Art. 7 – Assemblee degli studenti

Gli studenti hanno facoltà di riunirsi nell'ambito dell'Istituto entro i limiti stabiliti e secondo le modalità previste dal presente Regolamento.

Agli studenti è consentita una assemblea di classe al mese nel limite di due ore di lezione di una giornata. Essa non può essere tenuta sempre nello stesso giorno della settimana. Un'altra assemblea mensile può essere autorizzata fuori dell'orario delle lezioni.

Alle assemblee di classe possono assistere il Dirigente Scolastico e gli insegnanti che lo desiderano, i quali potranno sciogliere l'assemblea e riprendere le lezioni nel caso di non corretto svolgimento della stessa. Non possono aver luogo Assemblee nel mese conclusivo delle lezioni.

La richiesta di convocazione, sottoscritta dai rappresentanti di classe, previo nulla osta dei docenti delle ore interessate, deve pervenire in Direzione almeno tre giorni prima della data fissata.

I rappresentanti di classe provvedono tempestivamente a redigere processo verbale dell’assemblea su apposito quaderno, che viene immediatamente trasmesso al Dirigente Scolastico per informarlo sull’esito dei lavori e sulle eventuali proposte ed iniziative degli studenti.

Le norme per le assemblee di classe valgono anche per quella di istituto, con le varianti sotto indicate:

-         - l'assemblea mensile d’istituto può svolgersi nel limite delle ore di lezione di una mattinata

-         - all'assemblea di istituto può essere richiesta, previa autorizzazione del Consiglio di Istituto, la partecipazione di esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici, indicati dagli studenti nell'ordine del giorno, in armonia con le attività previste dal P.O.F.

-        - l'assemblea deve darsi un Regolamento per il proprio funzionamento, e deve inviarlo in visione al Consiglio di Istituto

-         - l'assemblea è convocata su richiesta della maggioranza del Comitato studentesco d'istituto (costituito dai rappresentanti di classe) o del 10 % degli studenti

-         - la data di convocazione e l'ordine del giorno dell'assemblea devono essere preventivamente comunicati per iscritto al Dirigente Scolastico, almeno 7 giorni prima della data fissata

-         - il Comitato studentesco e il Presidente eletto dall'assemblea garantiscono l'esercizio democratico dei diritti dei partecipanti

-         - il Dirigente Scolastico può intervenire in caso di violazione del Regolamento o di constatata impossibilità di ordinato svolgimento dell'assemblea, per sospenderla.

L'assemblea di istituto può articolarsi, in relazione al numero degli studenti ed alla disponibilità dei locali, in assemblee di classi parallele.

Di ogni assemblea deve essere redatto processo verbale in apposto registro, che deve contenere le deliberazioni dell'assemblea controfirmate dal Presidente e dal Segretario, da presentare al Consiglio di Istituto.

La disciplina è affidata principalmente all'autocontrollo degli studenti e alla vigilanza del Dirigente Scolastico e di tutti i docenti in servizio.

 

Art. 8 – Comitato degli studenti

I rappresentanti degli studenti nei consigli di classe, nel Consiglio di Istituto e nella Consulta Provinciale degli Studenti possono esprimere un Comitato degli studenti di istituto. Il Comitato degli studenti può esprimere pareri o formulare proposte direttamente al consiglio di istituto.

Il Comitato esprime un organo ristretto, l'Esecutivo degli studenti, che rappresenta il Comitato nei rapporti con gli organi collegiali e con la Direzione. L'Esecutivo propone al Comitato degli studenti, per la relativa approvazione, le norme di regolamentazione dell'assemblea generale d'Istituto. L’Esecutivo degli studenti viene rinnovato annualmente.

Le iniziative decise dagli organi rappresentativi degli studenti nell'ambito delle ore mensili di assemblea, vengono autonomamente gestite dagli studenti stessi.

Non sono ammessi interventi di censura su iniziativa di natura culturale, sociale e politica scelte democraticamente dall'assemblea e dal Comitato dei delegati degli studenti, purché tali iniziative non configurino violazione di legge.

L'Esecutivo degli studenti deve comunque comunicare alla Direzione il programma delle attività contestualmente alla richiesta di convocazione dell'assemblea, unitamente all'ordine del giorno. 

Eventuali gruppi di studenti costituiti in forma spontanea, non avendo veste rappresentativa, possono solo avanzare proposte all'assemblea o al Comitato dei delegati. È comunque assicurata a qualsiasi gruppo, anche minoritario, il diritto di riunione al di fuori delle ore di lezione, previa comunicazione al Dirigente Scolastico, fatti salvi i diritti del personale collaboratore scolastico.

In casi eccezionali non previsti dalle presenti norme, la Giunta Esecutiva si riunisce d'urgenza per le necessarie decisioni.

 

Art. 9 – Assemblea dei genitori

I genitori possono riunirsi nei locali scolastici in orari pomeridiani per discutere di problemi comuni facendone richiesta al Dirigente Scolastico con congruo anticipo.

Le assemblee dei genitori possono essere di sezione, di classe o di istituto. Qualora le assemblee si svolgano nei locali dell’istituto, la data e l'orario di svolgimento di ciascuna di esse debbono essere concordate di volta in volta con il Dirigente Scolastico.

L'assemblea di classe è convocata su richiesta dei genitori eletti nei consigli di classe.

L'assemblea di istituto è convocata su richiesta del presidente dell'assemblea, ove sia stato eletto, o della maggioranza del comitato dei genitori, oppure qualora la richiedano duecento genitori negli istituti con popolazione scolastica fino a 1000.

Il Dirigente Scolastico, sentita la Giunta Esecutiva del Consiglio di Istituto, autorizza la convocazione e i genitori promotori ne danno comunicazione mediante affissione di avviso all'albo, rendendo noto anche l'ordine del giorno.

L'assemblea si svolge fuori dell'orario delle lezioni. L'assemblea dei genitori deve darsi un regolamento per il proprio funzionamento che viene inviato in visione al Consiglio di Istituto.

In relazione al numero dei partecipanti e alla disponibilità dei locali, l'assemblea di istituto può articolarsi in assemblee di classi parallele.

All'assemblea di classe o di istituto possono partecipare con diritto di parola il Dirigente Scolastico e i docenti rispettivamente della  classe o dell'istituto.

 

Art. 10 – Comitato dei genitori

I rappresentanti dei genitori nei consigli di classe e nel Consiglio di Istituto possono esprimere un Comitato dei genitori dell'istituto. Il Comitato dei genitori può esprimere pareri o formulare proposte direttamente al Consiglio di Istituto.

Il Comitato dei genitori esprime un organo ristretto, l’Esecutivo dei genitori, che rappresenta il Comitato nei rapporti con gli organi collegiali e con la Direzione. L’Esecutivo dei genitori viene rinnovato annualmente.

 

Art. 11 – Rappresentanze Sindacali Unitarie (R.S.U.)

Le Rappresentanze Sindacali Unitarie (R.S.U.), previste dal CCNL - Quadro sulle R.S.U. del 07/08/1998, sono composte da 3 rappresentanti dei lavoratori dell’Istituto. Hanno la titolarità dei diritti sindacali (indizione di assemblee e scioperi, diritto di informazione preventiva e/o successiva) e dei poteri riguardanti l'esercizio delle competenze contrattuali ad esse spettanti; in particolare stipulano accordi integrativi con il Dirigente Scolastico su:

-         - modalità di utilizzazione del personale in rapporto al piano dell’offerta formativa (P.O.F.)

-         - utilizzazione dei servizi sociali

-         - modalità e criteri di applicazione dei diritti sindacali, nonché dei contingenti di personale ATA necessari per garantire i servizi minimi previsti dall'accordo sull'attuazione della legge n. 146/1990

-         - attuazione della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro

-         - criteri riguardanti le assegnazioni del personale docente ed ATA alle sezioni staccate; ricadute sull'organizzazione del lavoro e del servizio derivanti dall'intensificazione delle prestazioni legate alla definizione dell'unità didattica;  ritorni pomeridiani

-         - modalità relative alla organizzazione del lavoro e all'articolazione dell'orario del personale ATA, nel rispetto di quanto previsto dalla contrattazione integrativa nazionale, nonché i criteri per l'individuazione del personale ATA da utilizzare nelle attività retribuite con il fondo d'istituto

-         - criteri generali per l’impiego delle risorse del fondo in relazione alle diverse professionalità, ai vari ordini di scuola eventualmente presenti nella stessa istituzione scolastica ed alle tipologie di attività

-         - la misura dei compensi al personale docente per le attività di flessibilità didattica

-         - la misura dei compensi al personale ATA per le attività aggiuntive, nonché per le funzioni miste derivanti da convenzioni e intese con gli Enti locali

-         - la misura dei compensi da corrispondere al personale docente - non più di due unità - della cui collaborazione il dirigente scolastico intende avvalersi in modo continuativo, nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e gestionali

-          - sviluppare il sistema delle relazioni sindacali con l’obiettivo di contemperare l’interesse dei dipendenti al miglioramento delle condizioni di lavoro e alla crescita professionale con l’esigenza di incrementare l’efficacia e l’efficienza dei servizi prestati alla collettività

 

Art. 12 – Assemblea del Personale A.T.A.

L’Assemblea del Personale A.T.A. non è prevista da nessuna norma di legge ma da un Contratto Decentrato Provinciale stipulato il 03/10/1996 tra le OO.SS. provinciali e l’ex Provveditorato agli Studi di Piacenza (ora Centro Servizi Amministrativi). Viene riunita all’inizio dell’anno scolastico (ed ogni volta che se ne ravvisino le necessità) dal Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi al fine di definire:

-          l’organizzazione dell’orario di lavoro del personale A.T.A.

-          la ripartizione delle risorse del fondo di istituto destinate al personale A.T.A.

 

Art. 13 – Diritto di informazione (modificato dal Consiglio di Istituto  in data 20/02/2003)

La comunicazione interna ed esterna alla comunità scolastica è considerata fondamentale per un corretto svolgimento della vita della scuola ed è disciplinata dai seguenti punti:

a)       - le circolari per gli alunni emesse dal Dirigente Scolastico saranno numerate progressivamente, lette in ogni classe e dell’avvenuta lettura sarà fatta menzione sul registro di classe

b)      - le circolari per il personale docente emesse dal Dirigente Scolastico saranno numerate progressivamente, poste in ogni sala insegnanti; ogni docente è tenuto a prendere visione di tali comunicazioni apponendo la propria firma in calce alle stesse

c)       - le disposizioni di cui al punto b) valgono anche per il personale A.T.A. che potrà reperire le circolari emesse dal Dirigente Scolastico in un luogo ritenuto idoneo alla consultazione delle stesse

d)      i verbali delle riunioni di tutti gli Organi Collegiali saranno disponibili per la consultazione presso gli uffici della segreteria

e)       - le delibere del Consiglio di Istituto saranno affisse nell’apposita bacheca entro 15 giorni dalla loro assunzione

f)        saranno a disposizione delle bacheche per lo scambio di avvisi e di messaggi tra gli studenti; tali comunicazioni saranno ammesse solo se permetteranno l’identificazione di chi le ha lasciate

g)      - saranno predisposte delle bacheche per l’esposizione di materiale informativo e pubblicitario relativo ad iniziative formative, culturali, artistiche, sociali, sindacali, politiche e religiose; tale materiale dovrà essere inizialmente trasmesso al Dirigente Scolastico che ne disporrà l’esposizione, previa verifica della mancanza di contenuti che possano in qualche modo risultare lesivi della dignità di persone singole o di gruppi sociali, o che siano tesi a promuovere attività a scopo di lucro o di propaganda

h)      - sarà a disposizione per le comunicazioni da e verso l’esterno un indirizzo di posta elettronica

i)        - in caso di necessità verranno predisposti comunicati stampa, vistati dal Dirigente Scolastico

j)        - le telefonate in entrata nell’Istituto verranno ricevute dalla Segreteria e quelle in uscita potranno avvenire attraverso l’uso degli apparecchi telefonici pubblici interni alla scuola e, in casi eccezionali, attraverso l’apparecchio telefonico in dotazione alla Segreteria; è vietato l’uso del telefono cellulare nel corso delle attività didattiche sia da parte degli alunni che dei docenti  

-    - verrà pubblicato e diffuso il Piano dell'Offerta Formativa.

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